Nella mattina del 5 febbraio 2026 i Carabinieri della Stazione di Arese (Ml) hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Milano, su richiesta della locale Procura, nei confronti di un quarantenne italiano, ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia aggravato – ex art. 572 c. 1 e c. 6 c.p. – perché, con condotte reiterate, maltrattava la compagna italiana di 39 anni, minacciandola anche con una pistola soft-air e aggredendola in più occasioni, sia fisicamente, sia verbalmente, sottoponendola ad un regime di vita vessatorio, ingenerandole paura per la propria incolumità e per quella dei suoi famigliari, costringendola ad alterare le proprie abitudini di vita. È la prima volta, dopo l’introduzione del reato di femminicidio, che veniva applicata al reato di maltrattamenti l’aggravante che prevede un aumento della pena, qualora il fatto sia commesso come atto di controllo, possesso, dominio e nonché di limitazione delle libertà individuali della donna, in quanto tale.
Il provvedimento scaturisce dall’attività investigativa, svolta dal citato Reparto in coordinamento con i magistrati del V Dipartimento della Procura di Milano, che ha messo in luce una pericolosa escalation di violenza posta in essere dall’indagato nei confronti della donna.
L’indagato, al termine dell’operazione è stato tradotto nel carcere di san Vittore a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.





