Nel caso di Garlasco è stata la Procura di Pavia ad attivarsi per riaprire le indagini sul delitto di Chiara Poggi avvenuto nel 2007, tuttavia lo spunto è comunque arrivato dai risultati da approfondire di indagini difensive del condannato Alberto Stasi. E così anche per Nada Cella, l’impiegata uccisa nell’ufficio di Chiavari 29 anni fa: grazie alle indagini difensive dei legali della famiglia oggi si è arrivati ad un processo e ad un’imputata di omicidio volontario. Si spera anche di riaprire il processo per il delitto di Serena Mollicone sulla stessa onda. Quanto contano le indagini difensive? Lo abbiamo chiesto a Valentina Tarricone titolare di una nota agenzia di investigazioni private. «Le indagini difensive, sia civili che penali, sono strumenti importanti per la tutela dei diritti e degli interessi delle parti implicate nel processo. – ha spiegato – Tuttavia, differiscono per il contesto in cui vengono applicate, in termini di scopo, modalitĂ e soggetti coinvolti. In particolare, la differenza la troviamo nelle specifiche finalitĂ che perseguono: 1) nel processo civile, possono essere utilizzate per sostenere la posizione di una delle parti; 2) nel processo penale, le prove raccolte vanno a discarico dell’indagato/imputato perchĂ© servono a contrastare l’accusa, a sostenere la sua innocenza o ad attenuare la responsabilità ». Cosa è permesso di fare e cosa no? «Il difensore può accedere ai luoghi per visionare, descrivere, eseguire rilievi tecnici e fotografici, redigendo un verbale; può richiedere e ottenere copia dei documenti presso la P.A.; può ricevere dichiarazioni da persone informate sui fatti; può svolgere indagini preventive, cioè prima dell’instaurazione del processo. Queste attivitĂ possono essere svolte, su incarico del difensore, dal sostituto, da investigatori privati autorizzati e, quando sono necessarie specifiche competenze, da consulenti tecnici.» Le indagini difensive penali possono essere svolte in ogni fase e grado del processo, anche in via preventiva, come detto prima.
Chi può farle e con quali mezzi?«Possono essere svolte dal difensore, dal difensore della parte offesa, dal consulente tecnico e dall’investigatore privato, purchĂ© sia autorizzato dall’AutoritĂ Prefettizia e abbia maturato un’esperienza di diversi anni. I mezzi a disposizione includono colloqui con persone informate sui fatti, richieste di dichiarazioni scritte, acquisizione di documenti e consulenze tecniche.Tutti i casi in cui vengono fatte Le indagini difensive trovano il loro fondamento nell’art.24 Cost. nel quale si recita:” tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado di procedimento”. In sostanza l’investigazione difensiva non è altro che un’esplicazione del diritto di difesa; perciò, può essere fatta in qualunque caso. Le indagini difensive comprendono interviste a testimoni, sopralluoghi, esame di documenti e analisi di prove.Ad esempio, anche l’investigatore privato può intervenire in ATTI IRRIPETIBILI, ossia operazioni checomportano modifiche dello stato dei luoghi, in questo caso va preventivamente avvisato il P.M. Il P.M. ha facoltĂ di assistere o delegare la P.G..L’investigatore privato individua un’impronta digitale ed una piccola traccia ematica. Prima di eseguire il rilievo dattiloscopico, e prima di eseguire il repertamento della traccia biologica, deve avvisare il P.M., perchĂ© sono entrambi ATTI IRRIPETIBILI.
Le indagini difensive preventive quando e a cosa servono? Le indagini preventive si possono svolgere prima che il Pubblico Ministero apra formalmente un’indagine; quindi, in una fase che potremmo definire pre-procedimentale e vengono effettuate dal difensore ed, eventualmente, dai suoi ausiliari che sono gli investigatori privati e i consulenti tecnici. Mirano a raccogliere prove che potrebbero essere utili nel caso dell’instaurazione di un procedimento.
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