Avevano esploso una bomba carta davanti ad un negozio della Galleria di via Mazzini. L’intento era quello di intimidire una testimone in un processo. Dopo accurate indagini i carabinieri della Compagnia di Sesto San Giovanni hanno dato esecuzione ad un ordine di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emesso dal G.I.P. di Monza, nei confronti di 2 indagati (un italiano, classe 1997, ed un moldavo, classe 2000), ritenuti responsabili dei reati di minaccia, danneggiamento e porto di materiale esplodente.Le indagini, condotte dalla Stazione CC di Cusano Milanino erano partitein seguito all’esplosione nella notte del 15 maggio 2020, all’interno della galleria di via Mazzini. La deflagrazione dell’ordigno artigianale, posizionato in corrispondenza della vetrina di un salone di parrucchiere ed innescato sul posto dagli autori, danneggiava gravemente la vetrina dell’esercizio.Nel corso dell’attivitĂ investigativa, i militari sono riusciti ad identificare entrambi i responsabili dell’azione delittuosa, individuando anche l’autovettura utilizzata per gli spostamenti, riuscendo a mappare il percorso attraverso lo studio e l’analisi dei tabulati telefonici. Le perquisizioni domiciliari, delegate dall’AutoritĂ Giudiziaria, hanno consentito di rinvenire, nella disponibilitĂ degli indagati, gli abiti indossati durante l’evento e di riscontrare, anche attraverso l’esame dei telefoni cellulari agli stessi in uso, ulteriori ed importanti elementi a carico dei due. Il movente del gesto intimidatorio è da ricercarsi in una deposizione che, nel successivo mese di giugno, la titolare dell’esercizio avrebbe dovuto rendere in qualitĂ di testimone nell’ambito di un procedimento penale che vede i due arrestati imputati per il reato di lesioni personali aggravate ai danni di due coetanei, per fatti accaduti nel 2018 in Milano alla presenza della donna. Determinante, per il buon esito delle attivitĂ di indagine, è stata l’intuizione del Comandante della locale Stazione, che, ricordando la notifica fatta tempo addietro alla donna proprio in merito alla convocazione, è riuscito ad indirizzare i primi accertamenti investigativi sui due uomini, ipotizzando che potessero aver agito con il chiaro intento di far desistere la donna dal testimoniare contro di loro. Ultimate le formalitĂ di rito, i due soggetti sono stati ricondotti dai militari presso le rispettive abitazioni, ove permarranno in regime di arresti domiciliari.





