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De Rensis e Pontenani a confronto con i colleghi di Como

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Il processo mediatico fa bene o male a quello reale? Un tema interessante e quantomai attuale oggi sul panorama dell’avvocatura nazionale e lombarda. Se ne è discusso in un partecipatissimo convegno, organizzato dall’Ordine degli Avvocati di Como e dall’Associazione Giustizia e Democrazia presieduta e animata dall’ottimo Marcello Iantorno. Il titolo “Giustizia Digitale, etica e deontologia forense con i messi di informazione e nei social media” ha visto al tavolo della Biblioteca Borsellino e in una sala strapiena di avvocati del foro di Como e non solo, Giovanni Briola, vicepresidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano, Marcello Iantorno come moderatore, Antonio De Rensis difensore di Alberto Stasi, Alessia Pontenani giĂ  difensore di Alessia Pifferi e Laura Marinaro, giornalista specializzata in crime.

Briola citando i protocolli che l’Ordine degli avvocati e quello dei Cronisti mianesi di giudiziaria hanno firmato per normare il loro rapporto, ha comunque concluso che “il processo mediatico” fa male a quello vero e al procedimento. Non era d’accordo l’avvocato de Rensis che si espone ogni giorno nei media in particolare in tv per difendere l’indagine della Procura di Pavia sulla morte di Chiara Poggi, aperta al di lĂ  della sentenza passata in giudicato di condanna che il suo assistito sta scontando a Bollate da 10 anni. «La mia scelta di espormi per difendere il mio assistito in vista di una revisione e in attesa che si chiuda l’attuale indagine che forse darĂ  una nuova veritĂ  – ha detto De Rensis – ha portato l’opinione pubblica a cambiare la narrazione tossica su Stasi, ovvio che non so poi a cosa potrebbe portare a livello giudiziario, ma non è negativa secondo me». Di altro parere l’avvocata Alessia Pontenani che fino a pochi mesi fa ha difeso nel processo per omicidio della sua piccola bambina Diana Pifferi la quarantenne milanese Alessia Pifferi. L’appello ha riformulato la pena da ergastolo a 24 anni, ma in Cassazione, a cui è ricorsa la Procura Generale, la Pontenani non seguirĂ  piĂą la Pifferi. «Nel mio caso il processo mediatico è stato tossico – ha detto l’avvocata processata e poi assolta per falso insieme agli psicologi del carcere per presunto piano per far credere che la sua assistita non fosse totalmente capace di intendere e volere – Non solo è passata anche in aula una narrazione della Pifferi sbagliata, anche da parte dei suoi stessi famigliari, ma io sono stata tirata dentro un’accusa infamante e che non mi riguardava come abbiamo dimostrato. Credo che l’esporsi, per me, non è stato positivo: ho ricevuto insulti, minacce di morte e ho avuto problemi anche con i clienti che avevo prima; oggi continuo ad andare in tv come opinionista ed è un ruolo diverso, ma certo il tema è delicato e molto dipende dalla professionalistĂ  degli attori». «Da sempre la cronaca nera e la giudiziaria interessano e campeggiano sui mezzi di informazione – ha spiegato la Marinaro in un excursus storico sul rapporto tra media e processo – è il pubblico che vuole seguire le storie e vuole capire e da sempre il bravo cronista ha rapporti con tutte le fonti che, per un verso o per l’altro, danno notizie, indiscrezioni e anche documenti: questo è l’unico modo di fare questo lavoro e nel rispetto del garantismo, delle leggi deontologiche e dei ruoli questo è il lavoro che fa un cronista di giudiziario e investigativo». Insomma un dibattito serrato oggi piĂą che mai interessante visto il dilagare di canali youtube declinati sul crime che spesso però non sono professionali e quindi andrebbero normati e monitorati. Gli eventi dell’Associazione Giustizia e Democrazia animati dal bravissimo Marcello intorno continuano. L’appuntamento è mercoledì 18 marzo dalle 15 alle 18 con “La riforma della Giustizia avvocati, magistrati e docenti a confronto” con la presenza di Francesca Nanni, Procuratore Generale di Milano, Carlo Cecchetti Presidente della sezione Penale Tribunale di Como, Vinicio Nardo, avvocato penalista e giĂ  presidente dell’Ordine Avvocati Milano e Giuseppe D’Elia docente di Diritto Costituzionale all’UniversitĂ  dell’Insubria.

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