Flash News

Fontana “Il centrodestra scelga presto il candidato per le comunali di Milano, magari già a marzo”

MILANO (ITALPRESS) – Scegliere entro fine estate il candidato...

Vannacci “Futuro Nazionale si colloca nella destra pura, nel 2027 non ho problemi a correre da solo”

ROMA (ITALPRESS) – “Nel 2027 non ho problemi a...

Cozzoli “Dallo sport alle infrastrutture il fattore decisivo è l’innovazione” / Video

MILANO (ITALPRESS) – Per sport e infrastrutture la parola...

Garlasco, il Dna e la storia di una traccia “sottotraccia” per anni

spot_imgspot_img

L’aplotipo Y che identificherebbe la linea paterna di Andrea Sempio, oggi indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco, è una traccia dalla storia controversa. Al di lĂ  del fatto che quella traccia rinvenuta sulle unghie della vittima nel 2015, durante il processo di Appello bis che condannò Alberto Stasi allora 23enne a 16 anni, era stata considerata non confrontabile e quindi non compatibile con Stasi, oggi a distanza di 18 anni – secondo un’anticipazione del perito nominato dal Gip per l’incidente probatorio Denise Albani – sarebbe non solo confrontabile ma fortemente compatbile con l’Y della famiglia Sempio.

Il punto è oggi chiedersi ma perchĂ© una traccia che dall’esimio Professor De Stefano nel 2015 era considerata nulla, oggi diventa così importante per collocare su una scena del crimine un nuovo indagato? A volte la giustizia – perlomeno quella dei programmi tv e di certi opinionisti, nonchĂ© ovviamente della difesa dell’indagato e della famiglia Poggi –  sembrerebbe selettiva. Dove un tempo la traccia di DNA era universalmente venerato come il monarca assoluto della prova scientifica, ora non lo è piĂą. PerchĂ© diciamocelo: se la traccia ungueale della ragazza barbaramente uccisa il 13 agosto 2007 fosse appartenuta ad Alberto Stasi, se ne sarebbe fatto immediatamente un oracolo infallibile. Avremmo visto presentatori, commentatori ed esperti televisivi annuire felici.
Ma quando la stessa identica pipetta di laboratorio risulta compatibile con Andrea Sempio all’improvviso – per gli stessi esperti e opinionisti – il DNA non è piĂą la prova regina e la fantasia sboccia: contaminazioni improbabili, trasferimenti miracolosi, molecole che mostrano una sorprendente inclinazione al turismo.
E allora seguiamo queste tracce, in un viaggio cronologico ricco di colpi di scena.
2007: Primo esame dei margini ungueali di Chiara Poggi, prelevati in sede di autopsia (dopo la riesumazione lampo dovuta al fatto che non vennero prese impronte della vittima). I Ris (consulenti della Procura di Vigevano, ovvero per “l’accusa”) preparano 10 fialette, ognuna contenente un’unghia della mano. Non individuano DNA maschile, anzi la traccia viene descritta come scarsa e non tipizzabile.
Salto temporale, siamo al 2014 e Alberto Stasi è a processo d’Appello Bis. Il professor Francesco De Stefano, perito della Corte d’Assise, quindi super partes, va a riprendere i campioni conservati all’Istituto di Medicina Legale di Pavia dove sono stati tenuti per 7 anni, ma trova solo 9 provette, ne manca una. Effettua tre ripetizioni di estrazione e amplificazione, scrivendo nella sua relazione di aver utilizzato sempre lo stesso quantitativo di materiale genetico. In realtĂ , utilizza, consumando tutto ciò che c’era a disposizione, prima un microlitro, poi 5 microlitri ed infine un residuo di estrazione. Dichiara il profilo geneticamente intermittente, artefattuale, non affidabile e duque non utilizzabile per identificare un uomo. Ma si sa che quel profilo non coincideva con quello dell’imputato.
Allora Alberto Stasi, giĂ  condannato ed inascoltato, ingaggia la societĂ  di investigazione milanese SKP, che individua come sospetto (anche per altri elementi) Andrea Sempio, e riesce a procurarsi oggetti su cui abbia depositato del DNA. Gli investigatori riportano una bottiglietta d’acqua, una tazzina da caffè ed un cucchiaino che consegnano ad un genetista: il Dottor Matteo Fabbri. Arriviamo al 2016; il dottor Fabbri ottiene da quei beni di “conforto” un profilo genetico maschile di cui sconosce il proprietario, per un successivo confronto che avverrĂ  da parte di un altro consulente della difesa, il Dottor Pasquale Linarello. Questi riceve il profilo trovato da Fabbri e lo confronta con le vecchie tracce di De Stefano. Trova il match e firma una relazione super segreta che viene depositata in Procura di Pavia dalla mamma di Alberto, la signora Elisabetta Ligabò, allo scopo di invitare le autoritĂ  competenti ad indagare quanto consegnato. Ma il metodo venne contestato, le tracce considerate troppo degradate e con alti rischi di contaminazione. Un Riesame non richiesto non viene accolto e l’indagine aperta nei confronti di Sempio, nel 2017, archiviata dal Pm Venditti dopo 21 giorni di intercettazioni “discutibili” oggi.
La difesa Stasi non si arrende, ci riprova, tenta stavolta sì un’istanza di revisione e chiama altre due eminenze della genetica: Ugo Ricci e Lutz Roewer. I due professori realizzano nel 2023 un’analisi avanzata del cromosoma Y per studiare una linea paterna leggibile. L’aplotipo c’è, è parziale, ma compatibile. Compatibile con Andrea Sempio.
Arriva nella primavera del 2024 la perizia del professor Carlo PreviderĂ©, eminenza della genetica forense insieme a Pierangela Grignani, conduce alla riapertura delle indagini a carico di Andrea Sempio. Ad indagare sono i carabinieri della Omicidi di Milano coordinati da Fabio Napoleone. Il motivo sta nell’analisi aggiornata con strumenti piĂą potenti che porta al ritrovamento di 5 aplotipi (DNA maschili) di cui uno presente su ben due dita di Chiara e non della stessa mano coincidente con la linea maschile della famiglia Sempio per ben 12 marcatori su 16 totali del kit, un quantitativo reputato sufficiente.
Tre giorni fa, la perita nominata dal Gip di Pavia Daniela Garlaschelli, Denise Albani, ha anticipato con una PEC alle parti l’esito dei calcoli biostatistici: l’aplotipo Ignoto 1 del 2014 su due unghie della vittima è correlabile alla linea maschile paterna del nuovo indagato. Si parla di maschi della stessa famiglia perchĂ© l’aplotipo non individua un singolo soggetto, un uomo specifico, ma un “pacchetto di marcatori genetici” che passa da una generazione all’altra quasi immutato identificando una discendenza. Nel caso di Andrea Sempio il cerchio è particolarmente stretto: lui, suo papĂ  Giuseppe, lo zio Patrizio fratello di Giuseppe ed il cugino Maurizio, dato che il nonno paterno è deceduto.
Nonostante il continuo giudizio di inattendibilitĂ  e bocciatura dei metodi, da parte del consulente della famiglia di Chiara Poggi, il Dottor Marzio Capra, che dalla riapertura delle indagini continua ad affermare l’inutilitĂ  di quei dati, l’aplotipo è considerato statisticamente significativo. La relazione completa dell’Albani sarĂ  depositata il 5 dicembre e farĂ  parte di tutti quei tracciati e studi di cui si discuterĂ  nell’incidente probatorio del 18 dicembre alla presenza di tutte le parti. Per Andrea Sempio è la genetista Marina Baldi.
Se verrĂ  accertato che quel DNA è riferibile solo a Sempio, in quanto unico frequentatore di casa Poggi della sua famiglia, la discussione si sposterĂ  sul “come” quel materiale genetico sia giunto sulle mani pulitissime di Chiara su cui non è stato rintracciato nĂ© quello di familiari residenti in casa nĂ© quello del fidanzato giudicato come suo assassino.

Ed è qui che i voli di fantasia non solo di opinionisti ma anche di genetisti di parte si sprecano: telecomando, maniglia di una porta, citofono, tastiera del PC.
E allora, davanti a questo teatro, viene spontaneo chiedersi: la prova regina è il DNA o la narrazione che ci costruiamo attorno? Così la prova regina non regna neanche nei laboratori scientifici e fra specialisti della stessa materia: è opinabile, vaga e diventa la dama di compagnia del pregiudizio.
Sempre impeccabile, certo… ma curiosamente zelante solo con alcuni. In realtà non è il DNA a cambiare; sono le sue interpretazioni, che improvvisano piroette miracolose ogni volta che la realtà non coincide con il racconto desiderato.

di Marilena Sottile

Ultime Notizie

Fontana “Il centrodestra scelga presto il candidato per le comunali di Milano, magari già a marzo”

MILANO (ITALPRESS) – Scegliere entro fine estate il candidato...

Vannacci “Futuro Nazionale si colloca nella destra pura, nel 2027 non ho problemi a correre da solo”

ROMA (ITALPRESS) – “Nel 2027 non ho problemi a...

Cozzoli “Dallo sport alle infrastrutture il fattore decisivo è l’innovazione” / Video

MILANO (ITALPRESS) – Per sport e infrastrutture la parola...

Federica Brignone a un passo da uno storico oro in Super-G

CORTINA (ITALPRESS) – L’Italia vede a un passo il...

Da non perdere

Fontana “Il centrodestra scelga presto il candidato per le comunali di Milano, magari già a marzo”

MILANO (ITALPRESS) – Scegliere entro fine estate il candidato...

Vannacci “Futuro Nazionale si colloca nella destra pura, nel 2027 non ho problemi a correre da solo”

ROMA (ITALPRESS) – “Nel 2027 non ho problemi a...

Cozzoli “Dallo sport alle infrastrutture il fattore decisivo è l’innovazione” / Video

MILANO (ITALPRESS) – Per sport e infrastrutture la parola...

Federica Brignone a un passo da uno storico oro in Super-G

CORTINA (ITALPRESS) – L’Italia vede a un passo il...

Usa, la Camera vota contro i dazi di Trump sul Canada

ROMA (ITALPRESS) – Il Congresso Usa sfida Donald Trump....
spot_imgspot_img

Fontana “Il centrodestra scelga presto il candidato per le comunali di Milano, magari già a marzo”

MILANO (ITALPRESS) – Scegliere entro fine estate il candidato del centrodestra per le elezioni comunali di Milano? “Io tenderei ad anticipare questa tempistica, perché...

Vannacci “Futuro Nazionale si colloca nella destra pura, nel 2027 non ho problemi a correre da solo”

ROMA (ITALPRESS) – “Nel 2027 non ho problemi a correre da solo alle elezioni politiche, il mio partito si colloca nella destra pura, senza...

Cozzoli “Dallo sport alle infrastrutture il fattore decisivo è l’innovazione” / Video

MILANO (ITALPRESS) – Per sport e infrastrutture la parola d’ordine è una sola: innovazione. Ne è convinto Vito Cozzoli, amministratore delegato di Autostrade dello...