di Marilena Sottile
Una lunga indagine dei Carabinieri della Tenenza di Bollate, coordinati dalla Procura di Milano, ha portato allo smantellamento di un’associazione criminale volta al traffico e allo spaccio di cocaina, che veniva distribuita non solo in cittĂ , ma anche nei comuni limitrofi del Milanese, del Comasco e del Varesotto.
Il 3 novembre scorso, dopo ben ventisette perquisizioni che hanno visto l’impiego di un ingente numero di militari, undici soggetti sono stati tratti in stato d’arresto, di cui tre tradotti in carcere mentre otto ai domiciliari; a questi si aggiunge il successivo fermo di un italiano trovato in possesso di 220 dosi di droga ed altre quattordici persone denunciate a piede libero per il coinvolgimento nella rete di spaccio.
Una complessa operazione durata oltre sei mesi, costituita in attivitĂ di pedinamento ed osservazione, oltre ad intercettazioni ambientali e telefoniche e all’installazione di telecamere, che ha permesso l’individuazione di una precisa struttura criminale, con depositi per lo stoccaggio ed il confezionamento della sostanza stupefacente che infine giungeva ai distributori finali. A capo dell’intera organizzazione un imprenditore edile di 35 anni, noto con il soprannome di “Bad”, che si occupava dell’approvvigionamento della droga, dell’imballaggio in pacchetti termosaldati e dei pagamenti. All’arrivo dei carabinieri questi è stato trovato in possesso di 250 gr di cocaina, oltre 14.000 euro in contanti ed una Beretta 7,65 con la matricola abrasa, oltre tutta l’attrezzatura necessaria per il confezionamento della sostanza stupefacente. Gli intermediari della struttura criminale quindi ricevevano le dosi per poi affidarle a giovani pusher che spacciavano in parcheggi, giardinetti pubblici ed aree antistanti i supermercati o centri commerciali; a volte la consegna era effettuata a domicilio, ovvero gettata all’interno di finestre aperte o nascondendo il tutto all’interno di cartoni da pizza. La cocaina veniva confezionata in bustine di cellophane quadrate, le zone delle cittĂ suddivise in aree di smercio con la stessa forma ed anche i clienti effettuavano gli ordini chiamando un numero registrato nei cellulari come “Quadrato”; tutto ciò ha dato il nome all’intera operazione definita in codice, appunto, con la parola inglese “Square”.





