Truffe agli anziani, ma anche romance scam e truffe amorose. Tra i fenomeni più odiosi che ormai stanno dilagando sul web soprattutto dopo la pandemia e l’aumento delle app di dating. In particolare, piattaforme come Tinder, Bumble o Hinge Piattaforme come Tinder, Bumble e Hinge sono diventate strumenti sempre più utilizzati per socializzare, conoscere nuove persone e cercare relazioni, soprattutto tra i giovani adulti. Sebbene non esista, ad oggi, una fonte ufficiale unica e consolidata, i dati provenienti da ricerche di mercato e report settoriali delineano un quadro chiaro di un fenomeno ormai radicato nelle abitudini digitali degli italiani.
Per ovviare al pericolo di trovarsi truffati da qualcuno che si spaccia per chi non esiste e vuole soltanto derubare soldi o identità e persino gettare nella depressione la vittima, l’agenzia Tarricone Investigazioni ha sviluppato una aposita App dal titolo Scoprichiè. Una soluzione facile per scoprire se l’identità virtuale di una persona conosciuta online corrisponde a un’identità reale e verificabile, offrendo un supporto concreto nella tutela della sicurezza personale. È utile quando si Conosce una persona solo virtualmente e ha chiesto di incontrarti dal vivo, ma non ci si fida dell’identità; oppure se la persona che conosci solo virtualmente ha chiesto dei soldi; o ancora serve ai genitori per sapere chi si cela dietro ai soggetti che chattano o contattano i tuoi figli online; ancora se si ha il sospetto che la persona che si sta frequentando nasconda una seconda vita e infine per conoscere la propria reputazione on line e per scovare i segreti del partner. Basta scaricarla e poi contattare gli esperti.
Ricordiamo qualche dato. Secondo il Norton Online Dating Report 2025, il 61% degli utenti italiani dichiara di imbattersi in profili o messaggi sospetti almeno una volta alla settimana, mentre il 23% afferma di essere stato vittima di una truffa. Le tipologie di raggiro più comuni includono truffe sentimentali (48%), catfishing (27%), truffe di eredità (17%), falsi siti di incontri (17%) e sextortion (16%). Le conseguenze possono essere particolarmente gravi: le vittime riportano perdite finanziarie medie superiori ai 4.500 euro, con casi estremi che arrivano fino a 150.000 euro. Un ulteriore elemento critico riguarda la distorsione della verità nei profili: oltre un quarto degli utenti ammette di aver falsificato la propria età, mentre il 61% dichiara di aver ricevuto informazioni non veritiere da altri utenti. Inoltre, l’evoluzione dell’intelligenza artificiale rende sempre più semplice creare foto realistiche, immagini manipolate e documenti credibili, facilitando la costruzione di false identità digitali e aumentando il rischio di catfishing e truffe online. La proliferazione di false identità sulle app di dating è favorita dal fatto che, al momento dell’iscrizione, non è previsto come requisito obbligatorio il caricamento di un documento d’identità né la registrazione di un video selfie finalizzato a dimostrare la corrispondenza tra la persona reale e il profilo creato. Questa assenza di una verifica dell’identità in fase di registrazione rende più semplice la creazione di profili non autentici. Attualmente, tra le principali piattaforme, solo Tinder offre un sistema di verifica dell’identità tramite documento e video selfie, ma tale procedura è facoltativa e richiesta esclusivamente agli utenti che desiderano ottenere il “badge di verifica” (spunta blu) sul proprio profilo, a garanzia dell’autenticità dell’account.





