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Tenerife, l’isola che non ti aspetti…Racconto di una giornata in Paradiso

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A volte capita di sentirsi “a casa” sin dal primo momento in cui arrivi in un luogo dove non sei mai stato. Capita poche volte anche a chi, come me, ha viaggiato parecchio e capita spesso nelle isole speciali. Di certo può capitare a chiunque scelga di trascorrere una vacanza a Tenerife, l’isola delle Canarie dominata, arricchita, colorata, sorretta e resa particolarmente magica dal Teide (3.741 metri) il vulcano spento, che è la più alta montagna di Spagna.

Quando ho deciso di accompagnare una mia amica, che ha il figlio che da un anno vive nell’isola canaria, a dire il vero, ero prevenuta: è l’isola del mare tutto l’anno e del sole, dei pensionati del Nord Europa che vanno a svernare negli albergoni del sud, dei tedeschi e degli inglesi attempati.

Forse questo clichè è vero, per la parte del sud più “turistica”, ovvero Las Americas, ma non di certo per il resto dell’isola.

Noi alloggiamo nella cittadina di Los Cristianos, a sud e a pochi chilometri dall’aeroporto e dal caos de Las Americas. Un luogo tranquillo, né grande né piccolo, pieno di turisti tutto l’anno, ma non di albergoni e di finte vacanze tutto compreso. Qui, me ne sono accorta subito, ci sono tanti giovani da tutto il mondo, surfers, sportivi, ma non solo, e soprattutto ci sono migliaia di italiani che hanno scelto il luogo per viverci.

Alla fine a Los Cristianos puoi decidere di fare una vita tranquilla in vacanza, non molto diversa da quella che faccio nella mia casa al mare di Varigotti: alzarsi con calma, una camminata, un po’ di sole e di mare stupendo, poi una cena ogni sera diversa e qualche escursione. Una vita senza tante pretese ma rilassante. Questo era quello che mi aspettavo e mi ero prefissa.

Ma – come sempre quando viaggi – succede che il cielo ti fa fare degli incontri e allora la vacanza prende un’altra piega e non è più quasi vacanza.

Scegliendo un’escursione in barca per il giorno dopo, incontriamo Riccardo, un romano che vive qui sull’isola da 10 anni. Uno di quegli ex uomini d’affari della finanza anni 80 e 90 che, prima di scoppiare per lo stress, hanno deciso di svoltare e prendere il meglio dall’isola e dalla sua energia. La sua parlantina, finalizzata anche a venderci l’escursione non si può negare, ci conquista. Anche perché la mia compagna di viaggio è venuta con l’intenzione di vedere cosa può inventarsi per stabilirsi sempre più stabilmente qui e lui prospetta idee interessanti, invece io sono sempre alla ricerca di un luogo dove trovare un equilibrio interiore e chissà magari stabilirmi.

Riccardo ci vende l’escursione, accordandoci anche uno sconto, e poi ci invita a cenare con lui e i suoi amici. Una serata deliziosa con persone del posto e italiani perfettamente amalgamati in cui ancora più entriamo nel mood dell’isola.

L’escursione in catamarano del giorno dopo al largo è fantastica: turistica, sì non possiamo negarlo, ma con un’organizzazione perfetta, uno stile sportivo e amichevole in barca e soprattutto tanta leggerezza. Ci era stato promesso il bagno a Los Gigantes e così è stato, fantastico! Ci erano stati promessi delfini, balene e tartarughe e le abbiamo viste davvero ad un palmo di naso. Bravo il nostro amico italiano innamorato dell’isola, consiglieremo le escursioni che vende nel suo negozio nella Calle verso il mare di fronte alla Chiesa (Excursions Centre Hawaii tel. 0034 638791960).

La mia voglia di esplorare però mi fa scalpitare. Non solo Riccardo ci ha parlato di molti luoghi belli dell’isola, ma io stessa so che voglio vedere anche il Nord, e altre spiagge, e il Teide.

Così affittiamo un’auto per due giorni e partiamo alla scoperta di Tenerife, quella che non sempre i turisti scelgono. Ad accompagnarci, da vero Cicerone e ormai amico, è Riccardo. Prima verso sud est visitiamo Las Galletas, Ten Bel nel Golfo der Sur, una sorta di Costa del Silenzio che lui chiama “Sardegna”. L’urbanizzazione fatta di villette ordinate e piene di piante e di fiori ricorda i villaggi del sud della nostra isola. La caletta dove scendiamo è scogliosa, e a me riporta indietro di 45 anno, alle mie vacnze di bambina a Porto Cesareo e Porto Selvaggio in Salento.

Il mare qui è Atlantico, vero, ma è persino troppo calmo e caldo per un Oceano.

Ci spostiamo poi sempre verso sud ovest verso El Medano, che lui chiama Sabaudia, ma decidiamo di fermarci e fare il bagno a Los Abrigos, una spiaggia selvaggia, enorme e nera come la vera sabbia dell’isola e non come quella bianca riportata dal Sahara delle spiagge più turistiche. L’acqua è persino calda e piacevole. Mangiamo in un chiringhito una stupenda insalata con tonno e alici marinate. Si sta stupendamente.

La sera torniamo a Los Cristianos e assaggiamo dell’ottimo Jamon, con un calice di vino, in un ristorante davvero top (Jamon Mojo).

Il giorno dopo la nostra guida d’eccezione viene a prenderci presto per partire all’avventura. Vivremo una vera e propria giornata in Paradiso.

Ci dirigiamo prima verso Santa Cruz, la capitale dell’isola. A me ricorda lontanamente una delle nostre città di mare, ma l’ordine, la pulizia e gli edifici pubblici non sono gli stessi. Quello che incanta è la spiaggia ampia de Las Teresitas. Una sorta di Copacabana Canaria dove vanno abitualmente i locals e i turisti. Parcheggiamo l’auto nelle strisce bianche all’ombra e poi in spiaggia, dove troviamo la sabbia gialla del deserto e il mare calmissimo, ci scegliamo una palma e sarà quella a farci ombra.

Sostiamo un’oretta e mezza circa e poi partiamo alla volta della costa di nord Ovest. Sappiamo che da quella parte sarà probabilmente diverso, ma non immaginiamo quanto.

Salendo da Santa Crus prima di ridiscendere, passiamo El Barranco, un canyon abitato da qualche finca con i maiali e null’altro, con il verde che si fa più fitto man mano che si sale. Anche le nuvole aumentano…Riccardo le chiama acqua orizzontale…lui già sa che pioverà ma non ce lo dice.

Scendiamo a Taganana una spiaggia dominata da faraglioni neri e con le onde che piacciono ai surfisti. Quattro case e due locande stile anni 60 colorano le rocce. Mi sembra di essere catapultata in Portogallo o sul Big Sur. L’aria salmastra del mare ondoso mi penetra nelle narici ed è tutto magico. Il sole fa capolino tra le nuvole, ma va bene così. Ci sediamo per mangiare in un ristorante del pescado di quelli che da noi quasi non esistono più. Le sedie di legno azzurro, la tavola semplice, il vino della casa e un polipo con un pescado a dir poco divino. Ormai sono in paradiso, anzi siamo. Per me viaggiare ha sempre significato questo: scoprire luoghi un po’ fuorimano, parlare con l’oste, respirare per qualche ora la loro vita. E accade.

Riprendiamo il cammino e piove sempre più man mano che saliamo e ci dirigiamo verso La Laguna. San Cristobal de La Laguna, l’antica capitale dell’isola tutta dominata dalla cultura cattolica del Siglo de Oro di Carlo V e Filippo II. Si chiama così perché anticamente, ai tempi della popolazione indigena sterminata dagli spagnoli, sembra ci fosse un lago. È piacevole girare tra le strade dove le abitazioni civili e religiose ci ricordano quando quella potenza spagnola influenzò mezzo mondo Nuovo. Le stesse architetture dei Caraibi e del Sudamerica. Ma è interessante e cerco di immergermi anche in quell’atmosfera rilassata, in quei colori tipici del nord, con vento e nuvole che vanno e vengono portando pioggia e sole.

Dopo la visita ci dirigiamo verso il Parco Nazionale del Teide. Per arrivare attraversiamo un enorme bosco di pini canari alti dove piove sul serio. Siamo in mezzo alle nuvole. Il paesaggio è totalmente diverso da quello di Las Teresitas e tantopiù del sud. Ma quello è il bello.

Il bosco è così fitto che non ci si po’ credere e la temperatura decisamente meno mite. Doppiata la montagna ad un tratto si vede il cielo azzurro e da un mare di nuvole spunta la cima del Teide.

Qui siamo nella favola vera. Stiamo così bene, siamo così felici che non vogliamo altro. Man mano che procediamo le piante di ginestre illuminano il colore scuro della roccia. E allora decidiamo di leggere poesie anzi di leggere una poesia: La Ginestra di Leopardi. Curioso no? Quando né la radio dell’auto prende il segnale e i cellulari nemmeno alla musica degli strumenti preferiamo quella delle parole.

Ci prepariamo alla visione prima del tramonto e poi delle stelle acquistando una bottiglia di vino e qualcosa da sgranocchiare.

Arriviamo poi a 2 mila 400 metri nel punto più alto prima di salire sulla cima. Ci sono 4 pullman di turisti a scattare foto e una influencer con codazzo di fotografi e stylist che organizza uno shooting fotografico al limite del pericoloso sospesa su un masso verso il baratro con tacchi vertiginosi.

Noi guardiamo tutto, ma siamo soprattutto rapite da tanta energia che viene su da quella terra brulla e nello stesso tempo vivificante. Ad un tratto i quattro pullman vanno via e l’influencer nemmeno si vede. Siamo quasi soli a farci caricare da uno dei tramonti più belli che abbia mai visto. Il rosso infuoca il cielo su La Gomera e Hierro che si parano davanti ai nostri occhi. E dall’altra parte una luna in cielo prepotente illumina la “lunare” superficie terrestre del vulcano.

Dico prepotente perché la sua luce intensa ci impedisce di vedere le migliaia di stelle che puntellano quel cielo pulito. Riusciamo a vederne comunque tantissime, ma avremmo potuto vederne di più….sì ma che importa? Tanto ci torneremo.

Anche la discesa notturna dalla natura a Los Cristianos è piacevole e ci regala il passaggio Villaflor, che è il più alto comune di Spagna. Dalla montagna al mare è un attimo. Non manca niente. È il vero paradiso.

Per organizzare un viaggio www.webtenerife.it oppure www.spain.info o www.tenerifecanarie.it

Voli dall’Italia anche con Ryanair, Easyjet da Orio al Serio e Malpensa da 70 euro a tratta.

Noi consigliamo di alloggiare in appartamento si può visitare il sito di airbnb o booking ma anche chiamare Riccardo Barbuti (+34638791969) che vi sarà informazioni in loco oltre a consigliarvi le escursioni migliori.

Se preferite l’albergo potete rivolgervi ai siti dell’ente del turismo indicati o in agenzia di viaggio.

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Laura Marinaro
giornalista professionista e scrittrice specializzata in cronaca nera e giudiziaria con master in scienze forensi e sopralluogo sulla scena del crimine ha pubblicato Yara Autopsia di un'indagine (Mursia) e il romanzo giallo Maremoto a Varigotti (Mursia)
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